OLIMPIADI AL CONTRARIO
Chiusasi la trentunesima edizione dei Giochi olimpici, tenutasi in Brasile nell'estate del 2016, è stata diffusa la classifica, basata sul numero di medaglie vinte dalle singole nazioni.
Qui di seguito le prime dieci:
Paese | Oro | Argento | Bronzo | Totale |
---|---|---|---|---|
Stati Uniti d'America | 46 | 37 | 38 | 121 |
Gran Bretagna | 27 | 23 | 17 | 67 |
Cina | 26 | 18 | 26 | 70 |
Russia | 19 | 18 | 19 | 56 |
Germania | 17 | 10 | 15 | 42 |
Giappone | 12 | 8 | 21 | 41 |
Francia | 10 | 18 | 14 | 42 |
Corea del Sud | 9 | 3 | 9 | 21 |
Italia | 8 | 12 | 8 | 28 |
Australia | 8 | 11 | 10 | 29 |
Il criterio ufficiale di ordinamento
Ricordiamo che la classifica viene stilata elencando le nazioni partecipanti a partire da quella che risulta aver vinto un maggior numero di medaglie d'oro; in caso di parità di medaglie d'oro portate a casa, si ordinano le nazioni alla pari a partire da quella che ha ottenuto il maggior numero di medaglie d'argento; se anche a questo punto dovessero risultare delle nazioni a pari merito, sono discriminanti, a decrescere, il numero di medaglie di bronzo.
Domande lecite e proposte di revisione
È questa un'indicazione precisa del reale potenziale sportivo delle singole nazioni? Oppure è solo una grossolana approssimazione?
La classifica sembra suggerire che gli Stati Uniti d'America (primi per medaglie vinte) abbiano una popolazione mediamente più atletica e in forma dell'Australia (decima) e che nazioni come, per esempio la Giamaica, abbiano difficoltà a esprimere talenti atletici oltre al caro, buon vecchio Bolt.
In questa sede analizzeremo il medagliere ufficiale, lo affiancheremo ad altri dati e lo rivedremo alla luce di un paio di indici che creeremo per inquadrare il contributo di ogni singola nazione e stimarne le potenzialità sportive. Stileremo quindi una nuova classifica, che risulterà assai differente da quella più comunemente accettata e che ci indurrà a considerare in modo diverso la manifestazione sportiva per eccellenza.
Un nuovo criterio di ordinamento
Nel tentativo di valutare le potenzialità sportive di un Paese, iniziamo introducendo un indice, che chiameremo potenziale atletico: esso indicherà la densità di medaglie per un singolo Paese. Il suo calcolo è semplice: il potenziale atletico di una nazione è dato dal numero di cittadini diviso per il numero di medaglie ottenute. Nel caso un Paese non porti a casa nessuna medaglia, per convenzione stabiliamo che l'indice per tale Paese valga zero.
A differenza del medagliere ufficiale, eliminiamo la distinzione fra medaglie d'oro, d'argento e di bronzo, utilizzando soltanto il numero complessivo di medaglie vinte da ogni nazione.
Minore il numero espresso dal potenziale atletico, maggiore sarà la densità di medaglie e quindi migliore la performance del Paese.
Il potenziale atletico lo indicheremo, fra parentesi, anche come Abitanti per singola medaglia, volendo significare ogni quanti abitanti riusciamo a trovare una medaglia, qualsiasi essa sia, cioè oro, argento o bronzo.
Un'elevata densità di medaglie potrebbe portarci a pensare che la forma fisica media di un dato Paese sia migliore di quella di un altro: non è questo il caso e vedremo alla fine che la capacità di produrre campioni sportivi è conseguenza di altri fattori.
Classifica stravolta
Riprendiamo in mano il medagliere della trentunesima edizione dei Giochi olimpici e calcoliamo il potenziale atletico dei primi dieci Paesi.
Paese | Abitanti | Medaglie | Potenziale atletico (Abitanti per singola medaglia) |
---|---|---|---|
Stati Uniti d'America | 322·179·605 | 121 | 2·662·641 |
Gran Bretagna | 65·788·574 | 67 | 981·919 |
Cina | 1·403·500·365 | 70 | 20·050·005 |
Russia | 143·964·513 | 56 | 2·570·794 |
Germania | 81·914·672 | 42 | 1·950·349 |
Giappone | 127·748·513 | 41 | 3·115·817 |
Francia | 64·720·690 | 42 | 1·540·968 |
Corea del Sud | 50·791·919 | 21 | 2·418·662 |
Italia | 59·429·938 | 28 | 2·122·497 |
Australia | 24·125·848 | 29 | 831·925 |
Riordinando la classifica dal Paese con più alta densità di medaglie a quello con minore densità (si veda la prossima tabella), notiamo alcuni cambiamenti sostanziali: gli Stati Uniti d'America scivolano dalla prima posizione all'ottava, la Cina dalla terza passa all'ultima, mentre l'Australia diventa prima da decima che era e la Francia da settima arriva sul podio, risultando ora terza. L'Italia passa da nona a sesta.
Paese | Potenziale atletico (Abitanti per singola medaglia) | Posizione attuale | Posizione precedente |
---|---|---|---|
Australia | 831·925 | 1 | 10 |
Gran Bretagna | 981·919 | 2 | 2 |
Francia | 1·540·968 | 3 | 7 |
Germania | 1·950·349 | 4 | 5 |
Italia | 2·122·497 | 5 | 9 |
Corea del Sud | 2·418·662 | 6 | 8 |
Russia | 2·570·794 | 7 | 4 |
Stati Uniti d'America | 2·662·641 | 8 | 1 |
Giappone | 3·115·817 | 9 | 6 |
Cina | 20·050·005 | 10 | 3 |
Ed ecco il grafico dei dati appena visti:
Il grafico rivela in modo evidente un fatto interessante: non solo la Cina viene retrocessa dalla terza all'ultima posizione ma chiude la classifica con un distacco dalla penultima che è di gran lunga superiore addirittura alla somma dei rispettivi distacchi fra le prime nove posizioni.
Un abisso.
Una prima correzione alla classifica ufficiale
L'enorme distacco della Cina nella classifica rielaborata da quella ufficiale ci spinge a chiederci se nel gap fra nono e decimo posto, cioè fra Giappone e Cina, non ci sia spazio per altre nazioni, con potenziale atletico intermedio ma che non risultano incluse fra le prime dieci del medagliere ufficiale.
La risposta è sì: dopo il Giappone, ci sono ben ventinove (sì, hai letto bene: ventinove) altri Paesi con potenziale atletico migliore della Cina.
(Clicca il pulsante per espandere o contrarre la tabella.)
Paese | Potenziale atletico | Abitanti | Medaglie |
---|---|---|---|
Giappone | 3·115·817 | 127·748·513 | 41 |
Polonia | 3·474·946 | 38·224·410 | 11 |
Corea del Nord | 3·624·088 | 25·368·620 | 7 |
Portorico | 3·667·903 | 3·667·903 | 1 |
Kenya | 3·727·812 | 48·461·567 | 13 |
Tunisia | 3·801·082 | 11·403·248 | 3 |
Romania | 3·955·760 | 19·778·803 | 5 |
Ucraina | 4·039·875 | 44·438·625 | 11 |
Moldavia | 4·059·608 | 4·059·608 | 1 |
Israele | 4·095·914 | 8·191·828 | 2 |
Finlandia | 5·503·132 | 5·503·132 | 1 |
Sudafrica | 5·601·547 | 56·015·473 | 10 |
Singapore | 5·622·455 | 5·622·455 | 1 |
Colombia | 6·081·677 | 48·653·419 | 8 |
Malesia | 6·237·453 | 31·187·265 | 5 |
Austria | 8·712·137 | 8·712·137 | 1 |
Tagikistan | 8·734·951 | 8·734·951 | 1 |
Emirati Arabi Uniti | 9·269·612 | 9·269·612 | 1 |
Giordania | 9·455·802 | 9·455·802 | 1 |
Turchia | 9·939·053 | 79·512·426 | 8 |
Iran | 10·034·678 | 80·277·428 | 8 |
Portogallo | 10·371·627 | 10·371·627 | 1 |
Venezuela | 10·522·726 | 31·568·179 | 3 |
Burundi | 10·524·117 | 10·524·117 | 1 |
Repubblica Dominicana | 10·648·791 | 10·648·791 | 1 |
Brasile | 10·929·098 | 207·652·865 | 19 |
Argentina | 10·961·857 | 43·847·430 | 4 |
Thailandia | 11·477·252 | 68·863·514 | 6 |
Costa d'Avorio | 11·847·959 | 23·695·919 | 2 |
Etiopia | 12·800·399 | 102·403·196 | 8 |
Cina | 20·050·005 | 1·403·500·365 | 70 |
Oltre il potenziale atletico
L'indice proposto ha il merito di spingerci a riconsiderare il medagliere olimpico ufficiale alla luce di quanto evidenziato dal distacco della Cina rispetto alle altre nazioni che primeggiano nella classifica ufficiale.
Il potenziale atletico ci fornisce la densità di medaglie vinte per ogni singola nazione, trascurando di fatto il quadro generale, cioè il rapporto della performance di ogni Paese col resto del mondo.
Per valutare il potenziale sportivo di una nazione dobbiamo quindi definire un diverso indice, che tenga conto sia delle differenze a livello di numero di abitanti di un Paese, sia delle differenze di numero di medaglie conquistate.
L'indice di efficienza olimpionica
Definiamo l'indice di efficienza olimpionica di una nazione come il rapporto fra:
- la percentuale della popolazione della nazione rispetto al totale mondiale;
- la percentuale di medaglie vinte rispetto al totale di medaglie disponibili.
In altre parole, calcoliamo il rapporto fra due percentuali, ognuna delle quali rappresenta, rispettivamente:
- l'apporto del singolo Paese in termini di popolazione mondiale;
- la porzione di medaglie ottenute rispetto al totale in palio.
Il concetto alla base di questo indice è che, idealmente, ogni Paese dovrebbe portare a casa un numero di medaglie, rispetto al totale disponibile, proporzionale al numero di abitanti rispetto al totale mondiale.
In altre parole, se, per esempio, un Paese ha una popolazione che è un ventesimo di quella totale a livello mondiale, idealmente dovrebbe portarsi a casa un numero di medaglie pari a un ventesimo di quelle disponibili.
Quando tale situazione ideale si verifica, l'indice sarà pari a 1; se, invece, il Paese ottiene un numero inferiore di medaglie rispetto a quello che gli spetterebbe idealmente, l'indice sarà minore di 1. Una buona performance, superiore alla media attesa, vedrà un Paese con un indice maggiore di 1.
Un paio di esempi chiariranno come procedere nel calcolo dell'efficienza olimpionica:
- la Cina contribuisce alla popolazione mondiale per il 18,4% e ha vinto 70 medaglie sulle 974 disponibili, cioè ha vinto il 7,18% del totale delle medaglie. L'indice di efficienza olimpionica della Cina è quindi 7,18 / 18,4 = 0,39, cioè circa due volte e mezzo al di sotto della performance media ideale;
- l'Italia, col suo 0,8% di contributo alla popolazione mondiale, ha portato a casa ben 28 medaglie, cioè il 2,87% del medagliere. L'indice di efficienza olimpionica dell'Italia è perciò 2,87 / 0,8 = 3,58, cioè poco più di tre volte e mezzo superiore alla performance media ideale.
La classifica completa
Ecco di seguito la classifica completa, contenente tutti i dati finora visti, inclusi i due indici proposti.
Le dieci nazioni prime classificate secondo i criteri ufficiali sono evidenziate, in modo da poterle individuare facilmente e comprendere quanto differente sarebbe la classifica usando ordinamenti diversi.
Cliccando sull'intestazione di una colonna la classifica viene riordinata secondo i dati contenuti nella colonna stessa. Un secondo clic ne inverte l'ordinamento.
Olimpiadi: l'esasperazione delle differenze
Come abbiamo appena visto, la classifica per medaglie vinte si discosta in modo evidente da una ripartizione ideale.
Vediamo alcuni motivi che causano tale fenomeno.
Fattori genetici
A livello di prestazioni fisiche, è palese come il fattore genetico giochi un ruolo fondamentale. Per esempio, la corsa su pista, soprattutto i 100 metri piani, è ormai dominio quasi incontrastato degli atleti di colore, mentre in vasca, se si esclude un'eccezione (rimasta unica, al momento della scrittura di questo articolo), gli atleti di colore sono assenti.
Organizzazione e risorse disponibili
A livello di selezione e preparazione atletica, se è vero che quasi ogni nazione possiede un proprio comitato olimpico, non tutte riescono a esprimere al meglio le proprie potenzialità, per ragioni di organizzazione interna e di atteggiamento nei confronti delle competizioni sportive internazionali.
È evidente, per esempio, che una nazione come l'India, forte di una popolazione di più di un miliardo e trecento milioni di persone, potrebbe ambire a ben più di 2 medaglie.
In fase di redistribuzione dei fondi a disposizione dello sport, ogni comitato olimpico nazionale potrebbe decidere di non investire, o investire meno del dovuto, in atleti giovani e promettenti ma dediti a sport dove altre nazioni risultano maggiormente favorite.
Inoltre, quando appare evidente che le possibilità di vittoria in un determinato sport sono esigue, se non addirittura inesistenti, si tende ad abbandonare a se stessi gli atleti di quella disciplina, dirottando fondi e risorse su sport con prospettive più promettenti.
Un esempio evidente di questo atteggiamento lo fornisce il Regno Unito: reduce da una serie di Olimpiadi con risultati ben al di sotto delle aspettative, ha istituito lo UK Sport, organizzazione governativa per gestire lo sviluppo delle attività sportive nel Regno Unito, con l'obiettivo (poi raggiunto) di riportare la nazione nell'empireo dello sport.
La direttrice Liz Nicholl ha più volte dichiarato apertamente che i fondi a sua disposizione, tratti per la maggior parte dagli introiti delle lotterie nazionali, vengono usati per atleti che hanno già ottenuto risultati concreti, mentre vengono negati a quegli atleti che, magari assai promettenti in allenamento, hanno conseguito risultati scarsi o nulli nelle competizioni ufficiali.
Vincenti per vocazione
A sparigliare ulteriormente le carte si aggiungono poi le tradizioni sportive dei vari Paesi, che li hanno portati a sviluppare competenze di alto livello con risultati consolidati: in alcune discipline (per esempio, molte arti marziali) gli atleti asiatici sono quasi imbattibili, in altre (per esempio, la lotta e il sollevamento pesi) gli atleti provenienti dalle ex repubbliche sovietiche hanno maggiori chances di vittoria.
Clima
Anche le condizioni climatiche giocano un ruolo: sport che richiedono sessioni di allenamento intenso all'aperto - pensiamo alla maratona - vedono raramente Paesi noti per il loro clima freddo esprimere atleti vittoriosi o con concrete prospettive di podio.
Se estendessimo la nostra analisi anche ai giochi olimpici invernali (che qui comunque non abbiamo trattato), ci accorgeremmo come i Paesi africani siano quasi del tutto assenti, mentre le grandi mattatrici sono Russia e Canada, insieme a Stati Uniti d'America e un paio di Paesi scandinavi.
Risultati dipendenti da giudizi soggettivi
Alcuni sport, come la ginnastica artistica, i tuffi dal trampolino, la boxe e il nuoto sincronizzato, prevedono che la vittoria sia assegnata secondo le valutazioni soggettive dei giudici di gara, i quali sono esseri umani e non precisi strumenti di misurazione.
La correttezza dei verdetti umani è messa in discussione a ogni edizione dei giochi, alla luce di certe incredibili discrepanze fra le performance effettive degli atleti e i risultati ufficializzati, che in alcune occasioni svelano il maggiore peso decisionale di un Paese rispetto ad altri.
Sintomatico di questo fenomeno è stato il caso di un pugile dell'Est europa, alle olimpiadi di Londra, che ha cercato a tutti i costi, ottenendolo, il KO dell'avversario, tempestandolo di colpi, con un accanimento feroce, apparentemente non giustificato, dal momento che era evidente che avrebbe potuto ottenere la vittoria già ai punti.
Invece ha voluto il risultato inequivocabile, cercando fino all'ultimo di togliere agli arbitri qualsiasi opportunità di concedere la vittoria alla controparte.
Assortimento parziale
Infine è utile ricordare che gli sport ammessi ai Giochi olimpici sono solo una parte di quelli effettivamente presenti nel mondo. Al momento della scrittura di questo articolo, per esempio, non è contemplato fra gli sport olimpici lo hurling, sport amato e largamente giocato in Irlanda, che niente ha a che fare col curling che si gioca su una pista di ghiaccio ma che invece risulta a pieno titolo fra gli sport nella lista del CIO.
Conclusioni
In questo articolo abbiamo visto come creare un indice che mostri le potenzialità sportive di un Paese, partendo dal medagliere dei Giochi olimpici e cercando di produrre risultati che tengano conto, oltre alle medaglie vinte in assoluto, anche delle dimensioni della nazione, in termini di popolazione rispetto al totale mondiale.
I risultati ottenuti non solo stravolgono la classifica ufficialmente diramata ma evidenziano palesi anomalie, dovute a vari fattori, a volte dipendenti dai budget a disposizione e dalle tradizioni nazionali, a volte dipendenti dalla differente predisposizione fisica verso certi sport, fortemente correlata all'area di provenienza degli atleti, a volte conseguenza dell'assortimento dei giudici di gara o delle pressioni esercitate su di essi.
La classifica ufficiale dei Giochi olimpici non rispecchia, quindi, le reali potenzialità sportive delle nazioni ma evidenzia altre capacità, dove quella di preparare alcune delle proprie eccellenze atletiche per competere nel limitato paniere di sport ufficiali delle Olimpiadi è solo una delle tante.